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IL P.O.F. PER ARGOMENTI

CONTRATTO FORMATIVO

Il contratto formativo è l’insieme degli accordi tra docenti, genitori e alunni, utile per costruire relazioni di rispetto, fiducia, collaborazione e condivisione. Esso contribuisce allo sviluppo del reciproco senso di responsabilità ed impegno.

Nella progettazione educativo didattica degli insegnanti, nei verbali delle assemblee e degli organi collegiali, vengono indicate le modalità per concretizzarlo. 

IL PATTO EDUCATIVO 

GLI INSEGNANTI:

si rivolgono a ciascun alunno/a valorizzando le sue caratteristiche ed accettandone la personalità e la dignità.

Per rendere gli alunni motivati, partecipi e consapevoli del proprio apprendimento gli insegnanti individuano le forme che permettono ad ogni bambino/a di:

  • Essere protagonista nelle attività

  • Scoprire e valorizzare sempre di più le proprie capacità ed attitudini

  • Riuscire a servirsi del pensiero creativo

  • Conoscere gli obiettivi didattici ed educativi del suo curricolo ed i percorsi per raggiungerli

  • Prendere coscienza delle capacità e delle competenze acquisite

  • Diventare sempre più autonomo e competente utilizzando metodologie adeguate all’età ed ai diversi stili di apprendimento

  • Comprendere il significato di eventuali osservazioni critiche .

 GLI ALUNNI:

si impegnano a:

  • Rispettare gli altri e le loro opinioni imparando ad accettare le diversità e cercando di risolvere positivamente i conflitti

  • Non creare occasioni di disturbo all’attività didattica concentrandosi e partecipando attivamente alle lezioni

  • Esprimersi con un linguaggio verbale e gestuale corretti

  • Costruire un clima sereno e di collaborazione rispettando regole condivise di comportamento

  • Rispettare il patrimonio della scuola come bene proprio e comune

INDICATORI DI VERIFICA

  • Auto-valutazione, osservazioni, questionari.

  • Indagini sul “benessere” di insegnanti e alunni attraverso interviste, osservazioni, questionari. 

RELAZIONE TRA DOCENTI E GENITORI

INCONTRI DI TIPO FORMALIZZATO

FREQUENZA

PARTECIPANTI

SCOPO

Assemblee di classe

Bimestrale e di fine anno scolastico

Tutti i genitori ed il team docente

Momento di confronto su:offerta formativa, patto formativo, metodologia, programmazione, progetti cui partecipa la classe, strumenti e criteri di valutazione, temi di natura educativa.

Riunioni d’interclasse e intersezione

 

Bimestrale

Rappresentanti dei genitori e tutti i docenti del plesso

Momento di confronto e condivisione su scelte educative, didattiche, organizzative che riguardano la vita e la gestione dell’intera scuola.

È un organismo con potere deliberante. 

Colloqui individuali

concordati preventivamente

Su richiesta dei genitori o dei docenti

Momento di confronto sul singolo alunno, sul suo percorso,  sui progressi, utile per approfondire la conoscenza, cercare strade comuni per risolvere eventuali difficoltà, riconoscere le differenze di ruolo. 

Incontri/dibattiti su temi d’interesse comune

 

su proposta delle parti

Tutti i genitori del Circolo e docenti interessati

Occasione di crescita collettiva, di confronto, di stimolo, di apertura su temi inerenti l’educazione, la vita della scuola, la qualità del servizio erogato. 

Incontri di formazione organizzati dalla scuola

su proposta delle parti

Tutti i genitori del Circolo, docenti interessati ed eventuali esperti

Incontri programmati su specifici argomenti d’interesse per i genitori, con intervento anche di esperti in quel settore. 

INCONTRI DI TIPO NON FORMALIZZATO: 

Partecipazione a uscite didattiche, feste, mostre, iniziative particolari.

Collaborazione in alcuni momenti di attività in classe o di laboratorio. 

PATTO FORMATIVO DOCENTI – GENITORI

 La relazione scuola famiglia si costruisce anche rispetto ai compiti per casa ed alle comunicazioni scritte fra famiglie e docenti. I compiti, infatti, servono ad esercitarsi e rinforzare le abilità apprese a scuola e sono da valorizzare lungo tutto il percorso scolastico come occasione di dialogo tra genitori e figli sulle attività proposte. La lettura puntuale e reciproca degli avvisi mantiene aperto un canale di cooperazione tra le due componenti. 

I GENITORI :

  • Parlano con i propri figli delle attività svolte a scuola;

  • Leggono gli avvisi scritti e rispondono con sollecitudine

  • Controllano i compiti per casa

  • Evitano critiche nei confronti dei docenti o della scuola alla presenza dei bambini

  • Non prendono automaticamente le difese del figlio

  • Osservano scrupolosamente gli orari scolastici e il regolamento di circolo

  • Si impegnano a partecipare alle riunioni

 I DOCENTI:

  • Garantiscono nell’assegnazione dei compiti di casa un carico equilibrato tenendo conto della classe, delle ore di permanenza a scuola delle festività, del rapporto tra esercitazioni scritte e orali

  • Concordano con i genitori la modalità di utilizzo dello zaino adeguando anche il peso all’età.

  • Seguono le seguenti modalità di conduzione delle riunioni:

  • Informano in modo chiaro sulle scelte didattiche (contenuti e argomenti) e su quelle metodologiche attraverso esempi chiari e significativi.

  • Discutono le problematiche presenti nella classe cercandone assieme le soluzioni.

  • Affrontano tematiche di tipo educativo.

  • Preparano con anticipo gli ordini del giorno, accogliendo anche proposte dei genitori.

  • Verbalizzano sinteticamente il contenuto della riunione anche ad uso di genitori assenti.

  • Evitano valutazioni su realtà particolari, difficili, da trattare invece in sedi tecniche più adatte.

  • Prestano attenzione alle modalità di conduzione dei colloqui.

INDICATORI DI VERIFICA

  • Numero delle riunioni di classe straordinarie, se effettuate

  • Numero dei colloqui effettuati

  • Numero delle riunioni tra soli genitori

  • Numero dei reclami scritti inviati alla dirigente

  • Raccolta di osservazioni costruttive sull’andamento delle assemblee.

  • Interviste e questionari a genitori e insegnanti.

  • Valutazione stabilita dai team

RELAZIONE TRA DOCENTE E DOCENTI 

INCONTRI DI TIPO FORMALIZZATO:

  • Riunioni di coordinamento di team e di plesso Per gli insegnanti della scuola Primaria ogni lunedì  mese, per la programmazione didattica di classe o di progetto

  • Riunioni di plesso

  • Riunioni di classi parallele

  • Collegio Docenti

OBIETTIVI

  • Ricercare una positiva relazione reciproca, sul piano personale e professionale.

  • Facilitare l’inserimento di colleghi in team già formati.

  • Raccordare il progetto didattico e educativo di competenza con quello delle scuole di ordine inferiore o superiore.

  • Contribuire attivamente al raggiungimento delle decisioni collegiali impegnandosi a rispettarle.

  • Attraverso il confronto con uno spirito di libera e costruttiva dialettica, ricercare unitariamente la soluzione ai problemi.

 MODALITÀ DI CONDUZIONE

  • Rendersi disponibili ad aprire le classi per favorire lo scambio d’esperienze.

  • Predisporre uno “spazio accoglienza ed informazioni” per gli insegnanti nuovi per trasmettere lo ”stile dell’istituto” e comunicare le esperienze vissute in precedenza.

  • Partecipare ad incontri di formazione sul tema della relazione e/o corsi che migliorino la professionalità e lo scambio reciproco all’interno dei vari team. 

INDICATORI DI VERIFICA

  • Confronto tra insegnanti.

  • Questionari.

  • Numero di riunioni straordinarie, se effettate, e loro tipologia.

SOSTITUZIONI 

CONTRATTO INTEGRATIVO ANNO SCOLASTICO 2008/09 Cap. III – art. 19

"Considerato che la sostituzione dei docenti assenti ricade sull'organizzazione del lavoro dei colleghi, in particolar modo nella scuola d'infanzia e primaria, si conviene che in applicazione dell'art. 28 del CCNL.2006/2009  oltre le ore lasciate a disposizione dal Collegio docenti,
per le supplenze brevi devono essere nominati i supplenti, in modo da non impedire le attività programmate. I docenti destinati alle supplenze devono essere nominati prioritariamente
all'interno della stessa sezione o modulo;
- il docente del team, in assenza dei contitolari, li sostituisce durante il proprio orario di eventuale compresenza;
- il docente di sostegno in assenza del collega di classe, in quanto contitolare, lo sostituisce." 

Per garantire un servizio scolastico efficiente e funzionale anche in caso di assenza temporanea di personale docente fino a cinque giorni, il Collegio docenti ha deliberato i seguenti criteri di sostituzione: 

SCUOLA DELL’INFANZIA:

  • Si privilegia il ricorso all’istituto giuridico del permesso breve (art. 16 CCNL 29/11/07)

  • Si accerta la possibilità di utilizzo di insegnanti che hanno dato la disponibilità a svolgere orario aggiuntivo di insegnamento

  • Si abbinano le sezioni qualora il numero dei frequentanti, determinato anche in riferimento alla giornata precedente, non sia superiore a 25 o multiplo di esso (riferito al pomeriggio e solo in situazione di emergenza alla mattina)

  • Cambio turno come strategia di sostituzione, o anche come soluzione all’emergenza, nell’attesa del reperimento o arrivo del personale a tempo determinato.

SCUOLA PRIMARIA:

  • Si privilegia il ricorso all’istituto giuridico del permesso breve

  • Si accerta la possibilità di utilizzo degli insegnanti che hanno dato disponibilità a svolgere ore aggiuntive di insegnamento per la sostituzione di colleghi assenti.

  • Si usano le compresenze con l’insegnante di lingua straniera, religione e sostegno. In questo caso è il docente di classe che opera nella classe del collega

  • Potenziamento numerico degli alunni nei laboratori e nelle classi: il gruppo (numericamente) può aumentare, ferme restando le attività programmate

  • Cambio turno come strategia di sostituzione, o anche come soluzione all’emergenza, nell’attesa del reperimento o arrivo del personale a tempo determinato

FLESSIBILITÀ’

Gli orari elaborati dai singoli team docenti tengono conto della parità tra discipline e della loro ragionata distribuzione. Soluzioni flessibili degli orari, nelle attività di classe, sono possibili quando se ne presenti la necessità, per motivi legati alla prosecuzione di un percorso programmato, o per l’introduzione di nuove esperienze, di nuove opportunità didattiche per le quali una diversa articolazione temporale risulti maggiormente rispondente all’apprendimento

 

 

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